Storia

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La storia dell’orco.

Si senta ancora dire in giro che la storia è la disciplina che studia il passato, le civiltà antiche, le vicende trascorse e i tempi andati.

Eppure Marc Bloch ci ha insegnato che ”il bravo storico, invece, somiglia all’orco della fiaba. Egli sa che là dove fiuta carne umana, là è la sua preda”. Ci ha insegnato che l’oggetto della storia non può più essere il vecchio, il passato, l’antico… il morto, bensì, al contrario, il presente e vivo: è l’uomo il vero protagonista della storia, le sue costruzioni, le sue idee, le sue decisioni, le sue avventure e le sue sfortune.

La storia, guarda all’uomo nella continuità delle generazioni che si succedono, nella prospettiva del tempo che ospita e accompagna lo svolgersi dell’epopea umana. La scena di questa storia è il mondo, nella dialettica che di volta in volta definisce la sua inesplorata vastità e la sua circoscritta descrizione: il mondo è lo spazio e le sue regole, è il reale, ma pure – e forse anche più – il mondo è l’immaginario.

Così la storia smette essere soltanto la narrazione di una successione ordinata di fatti e non può più accontentarsi di costruire monumenti equestri ai suoi eroi. Così la storia invece raccoglie in sé tutti gli sguardi possibili, e ascolta tutte le storie dell’uomo: paradossalmente volgendo il fuoco del suo sguardo al futuro .

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