Tre dialoghi sopra i massimi sistemi

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 Tre dialoghi sopra i massimi sistemi

L’universo dei filosofi

Un percorso di letture filosofiche di Alessandro Genovese e Nicola Zuin 

Calendario degli incontri

Introduzione
Fin dal suo nascere, nella culla della civiltà greca antica, la filosofia si è costituita come una riflessione sulle grandi questioni che si affacciano, oggi come allora, nella mente e nel cuore degli uomini: da dove ha origine la nostra vita sulla Terra? Il nostro stare al mondo ha una causa e uno scopo definiti, o siamo in balia degli ineffabili giochi del Caso e della Necessità? C’è qualcosa che ci distingue dagli altri esseri viventi? E se sì, in che cosa consiste? Interrogativi, questi, non certo nuovi, ma che la nascente filosofia volle e seppe porre in modo totalmente inedito rispetto alla tradizione precedente, dominata dal mito e dalla credenze religiose: facendo cioè ricorso al logos, alla ragione, che da quel momento in poi sarebbe stata il suo primo, e fondamentale, strumento di indagine delle realtà, l’unico criterio a cui attenersi e la sola legge a cui sottostare.

I diversi tentativi di rispondere a queste domande costituiscono dunque il ‘motore’ che ha dato avvio alla riflessione filosofica occidentale, con una particolare attenzione alla ricerca di quello che i primi pensatori, definiti in seguito presocratici o presofisti, chiamavano arché: il principio – inteso come inizio, ma anche come fondamento – da cui tutto si origina. La ricerca del principio assume così, all’interno della speculazione filosofica, un valore fondante, di cominciamento: soltanto provando a rintracciare la causa prima del cosmo si potrà ambire a comprenderne il fine ultimo, il senso e il significato.

Per i filosofi, infatti, elaborare una precisa concezione dell’universo significava molto più che limitarsi a individuarne e studiarne origine, sviluppo e caratteristiche; implicava anche – necessariamente – spingersi a scegliere, in virtù di quanto teorizzato, un certo modo di stare in quell’universo, di relazionarsi a esso e a chi lo abita. Come sostiene Pierre Hadot, uno dei più profondi studiosi del pensiero antico, la filosofia “non consiste nell’insegnamento di una teoria astratta […] ma in un’arte di vivere, in un atteggiamento concreto, in uno stile di vita determinato, che impegna tutta l’esistenza”. In questa prospettiva, “lo studio della fisica” si configura così non come una mera attività intellettuale, bensì come “un esercizio spirituale” e la conoscenza dei “fenomeni celesti” si pone come “unico scopo”, per dirla con Epicuro, “la tranquillità e la sicura fiducia”. Il legame tra teoria e prassi, e la conseguente coerenza tra pensiero e condotta di vita, rappresentano dunque l’altra, fondamentale caratteristica della filosofia, la sua più autentica ricchezza, e la differenziano in modo decisivo da quel che comunemente chiamiamo ‘scienza’.

Il percorso che qui si propone può essere inteso come un tentativo di raccontare – in modo parziale e volutamente arbitrario, e senza alcuna pretesa di esaustività – alcuni dei momenti più suggestivi di quell’interrogarsi sui ‘massimi sistemi’ che ha contraddistinto il lungo, e a tratti accidentato cammino intrapreso dalla filosofia, dalle origini fino ai giorni nostri. Un cammino che ha fatto del confronto e del dialogo, come insegnavano Socrate e Platone, la propria cifra. Di qui la scelta di far ‘incontrare, in ciascuna delle tre ‘tappe’ in cui sarà scandito il viaggio affascinante e avventuroso che ci attende, due pensatori, attraverso l’illustrazione delle visioni dell’universo da essi elaborate.

Protagonisti della prima tappa saranno Pitagora e Democrito, autori di due tra le teorie cosmologiche più influenti del mondo antico. Il testimone passerà poi, con un ‘salto’ nella modernità, a Leibniz e Spinoza, sostenitori di due modi di interpretare il mondo e la natura – uno all’insegna della libertà, l’altro della necessità – alternativi, se non addirittura antitetici. Fino a chiudere con quello che si presenta forse come il confronto più sorprendente: quello tra Kant e Wittegenstein, ovvero tra un autentico ‘gigante’ della filosofia moderna e uno tra i più originali, discussi e controversi filosofi contemporanei, presentati qui in una veste inedita e sotto una luce nuova.

Al termine del viaggio – questo è l’auspicio – si sarà compreso come interpretare il cosmo in un modo anziché in un altro, ipotizzare l’esistenza di una Provvidenza divina o credere che il mondo sia sottoposto a un insieme rigoroso di leggi, è un atto tutt’altro che ‘neutro’ e privo di conseguenze e comporta invece un preciso stile di vita, all’insegna di determinati valori. È un atto, insomma, profondamente filosofico.

Tre dialoghi

1. Pitagora e Democrito: La natura tra materia e armonia

Pitagora intuì nella bottega di un fabbro che l’armonia del cosmo è il riverbero della sua struttura matematica. Proibì di mangiare le fave e un giorno sparì e nessuno lo vide più. Democrito sostenne invece che la natura intera è costituita da atomi, che si aggregano e si separano mentre fluttuano nel vuoto. E fatta di atomi è anche l’anima, capace di riconoscere la giustizia e inseguire la felicità.

2. Spinoza e Leibniz: L’universo tra libertà e necessità

“Deus sive natura” ha scritto Spinoza: Dio e la natura sono la stessa cosa, null’altro che il necessario sviluppo di una infinita equazione geometrica. Secondo Leibniz, invece, è stato Dio a creare il mondo: un atto assolutamente libero, ma essendo lui proprio Dio, infinitamente sapiente e potente, non poteva che creare “il migliore dei mondi possibili”.

3. Kant e Wittgenstein: Il mondo tra esperienza e significato

Se, come dice Wittgenstein, del senso della vita, non si può trovare traccia nel mondo e neppure “in ciò che può esser detto”, la ricerca di quel senso è piuttosto un’esperienza sovrannaturale: l’etica è un autentico miracolo. Assomiglia allora a quel che Kant chiama “sublime”: il confronto con la natura, dove essa ci permette di intuire ciò che la trascende.  Pensare, come esperienza del limite.

Linee generali
Il corso si prefigge di compiere un percorso di approfondimento su alcune delle più significative teorie cosmologiche elaborate dalla filosofia dall’antichità ai giorni nostri, attraverso la loro problematizzazione e messa a confronto

Obiettivi
Leggere i classici
Stimolare la discussione
Riflettere sulle diverse modalità di interpretare l’universo, la sua origine e le sue caratteristiche, anche in relazione alla nostra vita individuale e sociale
Avviare un confronto tra filosofia e scienza

Materiali
Un luogo idoneo, commisurato al numero di partecipanti
Una dispensa da predisporre, che raccolga un’antologia delle pagine da leggere e la bibliografa del corso

Metodi
Gli incontri prevedono un intervento dei relatori che presenteranno il tema e le sue articolazioni, attraverso la lettura delle pagine degli autori e proponendo una loro possibile interpretazione, finalizzata a suscitare il dibattito tra i partecipanti

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3 pensieri su “Tre dialoghi sopra i massimi sistemi

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