Paolini, Ausmerzen

«Ausmerzen ha un suono dolce e un’origine popolare.
È una parola di pastori, sa di terra, ne senti l’odore.
Ha un suono dolce ma significa qualcosa di duro, che va fatto a marzo.
Prima della transumanza, gli agnelli, le pecore che non reggono la marcia, vanno soppressi».

Marco Paolini

Dove la scienza confina con lo sterminio e lo stato assomiglia a un’azienda, dove l’efficienza arriva alla follia e risolve i problemi dell’economia, dove tra medici e assassini non si vede la differenza, dove la speranza e l’abominio diventano una cosa sola, il progresso é la barbarie, dove i nazisti non sono altro che brava gente… come noi.

***

Nella storia di uno sterminio non a tutti noto, prima e dopo Auschwitz, era annidato il Dna di ogni soppressione di creature umane difettose, indifese, «vite indegne di essere vissute». Marco Paolini si immerge in quelle tenebre e il suo racconto porta in piena luce il modello nascosto dell’eliminazione dei deboli.

 

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