Le guerre d’Italia: mappe e cronologia

Le Guerre d’Italia  furono una serie di otto conflitti tra le potenze europee, combattuti prevalentemente sul suolo italiano dal 1494 al 1559, ma l’obiettivo finale era la supremazia in Europa.

Scatenate inizialmeente dai sovrani francesi per far valere diritti ereditari sul Regno di Napoli e poi sul Ducato di Milano, coinvolsero oltre alla Francia, la Spagna e il Sacro Romano Impero.

Al termine delle guerre la Spagna si affermò come la principale potenza continentale, ponendo gran parte della penisola italiana sotto la sua dominazione diretta (Napoli, Milano e Stato dei Presidi) o indiretta.
Seppero mantenere una certa autonomia il Ducato di Savoia (legato alla Francia) e la Repubblica di Venezia.
Il Papato, pur autonomo, risultava perlopiù legato alla Spagna dalla comune politica di far prevalere in Europa la Controriforma cattolica.

 

L’Italia della Pace di Lodi 1452

lodi_01

I. 1494-1495. il tentativo di Carlo VIII

Carlo VIII entrò in Italia rivendicando il diritto al trono di Napoli (in quanto discendente di Maria d’Angiò), sua nonna paterna.

L’impresa è favorita dagli stessi stati italiani:
– a Milano, Ludovico Sforza, detto il Moro, vuole colpire Ferrante I che sostiene il nipote Gian Galeazzo Sforza.
Venezia desidera la rovina del re aragonese che favorisce la Puglia e i suoi porti
– Firenze, invece, gli avversari dei Medici sperano in un cambiamento di regime politico
– nello  Stato pontificio, i cardinali avversi al Papa spagnolo Alessandro VI sperano che la discesa di Carlo VIII porti a deporlo ed eleggere  Giuliano della Rovere (il futuro Giulio II).

Carlo VIII si assicura la neutralità delle maggiori potenze europee con una serie di concessioni territoriali e finanziarie.

L’imponente esercito francese attraversa senza ostacoli la penisola e raggiunge Napoli il 22 febbraio 1495, accolto trionfalmente  dal ceto baronale, per tradizione filofrancese e ostile alla monarchia.

Nel frattempo si scatena un vero e proprio terremoto politico:
– a Milano Ludovico il Moro eredita il Ducato dal nipote Gian Galeazzo
– a Firenze la rivolta di Savonarola caccia i Medici e proclama la Repubblica
– Venezia si impadronisce di alcuni porti pugliesi.

Ma il trionfo stesso di Carlo VIII spaventa le diverse forze che ne hanno favorito la discesa: lo Stato pontificio, Milano e Venezia si coalizzano, formando una lega antifrancese che ottiene l’appoggio dell’imperatore Massimiliano e della Spagna

Carlo VIII è costretto a ritirarsi.

II. 1499-1504. Luigi XII

A Carlo VIII succede il cugino Luigi XII che avanza pretese sul Ducato di Milano come discendente dei Visconti.

Ancora una volta la guerra è preceduta dalla diplomazia: Luigi si assicura l’appoggio di Venezia e del papa.

L’Italia alla discesa di Luigi XII (1499)

Grandi_Casate_Italiane_nel_1499

Milano è espugnata il 2 settembre 1499. Ludovico il Moro ripara presso l’Imperatore Massimiliano I.

Insieme alle forze asburgiche, Ludovico riesce a riprendere Milano, ma la riperde nel 1500.

Il 2 novembre 1500 Luigi stipula a Granada con Ferdinando il Cattolico un trattato di spartizione dell’Italia del sud: il re di Spagna vuole riunire al possesso della Sicilia quello della Calabria e della Puglia, mentre ai francesi vengono riservate Campania e Abruzzo.

Ma al momento della divisione nasce un conflitto tra i due occupanti e alla fine gli spagnoli hanno la meglio: con il Trattato di Lione del 1504 la Francia è costretta a rinunciare al Regno di Napoli che, a partire da allora, rimarrà per due secoli sotto la sfera di influenza spagnola.

III. 1504-1509 Le leghe di Papa Giulio II

In questi anni di guerra  solo la Repubblica di Venezia con accorte alleanze riesce a rafforzare i propri domini: ma la potenza di Venezia si fonda più sulla debolezza altrui che non sulla propria forza.

Contro Venezia, il nuovo papa Giulio II promuove la lega di Cambrai, cui aderiscono l’Imperatore, la Francia e la Spagna.

Venezia è sconfitta nel 1509. 

La situazione è ora troppo favorevole alla Francia, per cui Giulio II si fa promotore di una Lega Santa in funzione antifrancese, cui aderiscono l’Inghilterra, Venezia, gli svizzeri e la Spagna: al termine dello scontro i francesi sono esclusi dalla penisola.

800px-Italia._Cambiamenti_territoriali_(1495-1535)

IV. 1515-1559 l’epopea di CarloV

Nel 1515 il nuovo re di Francia Francesco I, assieme ai Veneziani, riconquista il Ducato di Milano.
Promosso dal nuovo Papa Leone X dei Medici, ll trattato di Noyon (1516) attribuisce 
– alla Spagna il Regno di Napoli e di Sicilia
– ai francesi il Ducato di Milano.
Venezia cedeva agli asburgo alcuni territori alpini (alto Isonzo e Ampezzo)

Francesco I, dopo aver vanamente conteso la corona imperiale a Carlo V, è preoccupato dall’eccessiva potenza raggiunta dal rivale.

Nel 1521 le armate francesi scendono ancora in Italia, nel tentativo  di togliere almeno il Regno di Napoli ai domini di Carlo V: duramente sconfitto e portato prigioniero, col Trattato di Madrid (1526), Francesco I è costretto a cedere Milano e altre terre.

Nel 1526 il papa Clemente VII de Medici, anch’egli allarmato per la potenza di Carlo V, si fa promotore della Lega di Cognac, assieme a FranciaVenezia, e Firenze.

Nel maggio del 1527, dodicimila Lanzichenecchi, soldati  dell’Imperatore, per la maggior parte mercenari, tedeschi e luterani, rimasti senza paga e poi senza comandante, decidono di attaccare Roma, compiendo il terribile Sacco di Roma. Il papa è costretto a rifugiarsi in Castel Sant’Angelo e infine a fare pace con Carlo V, ottenendo perlomeno il restauro del dominio dei Medici a Firenze

Contemporaneamente
– la Francia occupa per breve tempo Milano, ma è costretta nuovamente a ritirarsi
i turchi, sono giunti vittoriosi in Ungheria e minacciano il cuore dell’Impero
– Carlo V ( e gli altri) sono in gravi difficoltà finanziaria

Si giunge così alla Pace di Cambrai, (5 agosto 1529), più favorevole alla Francia:
la Francia, rinuncia alle pretese sull’Italia, ma può rientrare in possesso della Borgogna

Francesco I, si allea con il sultano turco Solimano I il Magnifico e con i principi luterani riuniti nella Lega di Smalcalda

1535, morto Francesco II l’ultimo degli Sforza,  Carlo V avoca a sé Milano

1536 Francesco I (alleato con Enrico VIII d’Inghilterra) rispose all’occupazione asburgica di Milano, conquistando Torino e buona parte del Piemonte Sabaudo (tregua di Nizza).

1543 una flotta franco-ottomana assedia Nizza.
Nel frattempo le truppe francesi non riuscirono a penetrare ulteriormente in Lombardia.

In tutta risposta Carlo V si allea con Enrico VIII d’Inghilterra e invade la Francia da nord

1544 incapaci di prevalere l’uno sull’altro i contendenti decisero di firmare la Pace di Crépy, che assegna definitivamente la Lombardia agli Asburgo e la Savoia alla Francia.

1551 Il nuovo re di Francia  Enrico II sposta la sua azione verso i confini nord orientali della Francia, ma l’Italia, comunque restò un teatro importante di operazioni.
Re cristianissimo, come già il padre, si allea con i protestanti tedeschi e i mussulmani.

Dopo tre anni di sfiancante guerra di logoramento, Carlo V interrompe i conflitti.

1555, con la Pace di Augusta, Carlo V trovò un accordo con i protestanti
1556 Tregua di Vaucelles con Enrico II.

L’Europa della Pace di Augusta (1555)

pace di augusta 1555

Deluso e stanco, l’imperatore abdica ritirandosi in un convento in Spagna:
al figlio Filippo II vanno i domini in Spagna, Italia, Paesi Bassi e oltreoceano
al fratello Ferdinando I i domini e la corona del Sacro Romano Impero,

Tra il 1557 e il 1559  la lotta riprese tra Enrico IIalleato con il nuovo papa Paolo IV, e Filippo II di Spagna.

Ma gli enormi costi della guerra, acuiti dalle bancarotte subite dai due stati in quegli anni, costrinsero i contendenti a firmare una pace con contenuti più duraturi delle precedenti.

Epilogo

Dopo sessantacinque anni  di guerre, Francia e Spagna si accordarono definitivamente nella pace di Cateau-Cambrésis nel 1559:

L’Italia dopo la pace di Cateau Cambresis (1559)

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  • La Francia perse la Savoia e il Piemonte (restituiti al Duca Emanuele Filiberto),
    conservò il possesso del Marchesato di Saluzzo;
    ottenne il possesso di Calais, (che gli inglesi tenevano come avamposto sin dai tempi della guerra dei Cent’anni)
    conservò i vescovadi di Metz, Toul e Verdun, importanti piazzeforti nella Lorena.
  • La Spagna rafforzò la sua presenza nella penisola, e si confermò principale arbitro della politica continentale:
    mantenne i suoi precedenti domini
    (Sicilia, Sardegna, Milano, Napoli)
    si assicurò il possesso del piccolo, ma strategicamenteimportante, Stato dei Presidii.
    ottenne il controllo indiretto, politico e finanziario, della maggior parte degli stati italiani (solo Venezia mantenne un’indipendenza totale).

Con questi accordi vennero regolati gli equilibri europei fino alla pace di Vestfalia del 1648.

 

 

 

 

 

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