Il sogno di Carlo V… e tutti i suoi incubi

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Nato nel 1500, Carlo d’Asburgo eredita giovanissimo dai due rami della sua famiglia un’enormità di titoli e territori, che ne fanno uno dei sovrani più ricchi e potenti della storia.

Carlo V genealogiaDa parte di madre eredita nel 1516 la Corona di Spagna, con tutti i domini in Europa e in America, mentre dal padre eredita tutti i possedimenti degli Asburgo.
Su tutti questi territori Carlo è sovrano ereditario e di  diritto divino.
Nel 1519 Carlo è eletto Imperatore del Sacro Romano Impero, che fino a quel momento aveva retto il nonno Massimiliano I.
La corona imperiale è una carica elettiva e contrattuale.
La forma ibrida della sua legittimazione è un tratto fondamentale della sua figura, che ne segna profondamente il carattere storico e ne costituisce un elemento di estrema fragilità.

Incoronato ad Aquisgrana, nell’ottobre 1520, si trova a capo di un Impero estremamente variegato da ogni punto di vista: distribuito su due continenti, riunisce popolazioni diverse, che parlano lingue diverse e sono organizzate in Stati dotati delle organizzazioni più disparate.
In parte rispettoso delle identità, in parte consapevole dell’impossibilità di omogeneizzare questo quadro, Carlo rinuncia al tentativo di razionalizzare gli assetti istituzionali dei suoi domini.
Ciò nonostante, coltiverà fino all’ultimo il sogno imperiale che fu anche del nonno Massimiliano e che guarda al modello mitico di Carlo Magno: l’unificazione di tutta l’Europa sotto le insegne di un governo universale fondato sulla Cristianità.

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Gli ostacoli più difficili e i nemici più pericolosi che impediranno a Carlo di realizzare il suo progetto sono quattro: la costante carenza di risorse, la Francia di Francesco I ed Enrico II, i Principi luterani e i Turchi di Solimano il Magnifico.

  • Il problema delle finanze.

Già l’elezione ad imperatore è costata cara a Carlo, che ha dovuto indebitarsi coi banchieri tedeschi e genovesi per comprare a caro prezzo i voti dei grandi elettori (i vescovi di Magonza e Colonia, il Re di Boemia, l’Elettore di Sassonia, il Conte di Palatinato e il Margravio di Brandeburgo) e di altri autorevoli notabili.
Divenuto Imperatore deve far fronte alle spese per il mantenimento dell’esercito e della flotta, della gigantesca Corte, dello stuolo di consiglieri e accompagnatori, per i continui viaggi e le fastose cerimonie.
L’ingente afflusso di oro e argento dalle colonie non basta e i debiti aumentano e costringono Carlo a ricorrere alla leva fiscale, ingenerando ovviamente il malcontento e a volte la ribellione delle Assemblee locali (i Comuneros a Valencia e poi le Cortes  di Castiglia e ancora Bruxelles e Gand).

  • Il conflitto con la Francia
    Francesco I dipinto da Joos van Cleve

Sconfitto da Carlo nella corsa per il trono imperiale, Francesco I, sarà il suo più acerrimo nemico, nel tentativo di liberare la Francia dalla situazione di accerchiamento in cui si trova.
Lo scontro tra i due si giocherà soprattutto per il controllo del Ducato di Milano, dal 1516 in mano Francese.

Nel 1521 Forte di un’alleanza col Papa Leone X e l’Inghilterra di Enrico VIII, Carlo attacca Milano  e con la Battaglia di Pavia (1525) sconfigge la Francia, addirittura facendo prigioniero Francesco I che è costretto a firmare il Trattato di Madrid (1526) con cui si impegna a cedere a Carlo Milano e la Borgogna.

Tradendo la promessa, Francesco I promuove la Lega di Cognac (con Firenze, Venezia, Inghilterra, Papa Clemente VII de’ Medici).

Carlo si prepara allo scontro radunando in Tirolo un esercito di 12.000 Lanzichenecchi e poi attraversando il confine con la Lombardia.

Lasciati per mesi senza salario, i Lanzichenecchi, in gran parte luterani e convinti della responsabilità del Papa, marciarono autonomamente su Roma, saccheggiando la città e facendo prigioniero il Papa (1527).

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Ritenuto responsabile, Carlo V si fa perdonare da Clemente VII debellando la Repubblica di Firenze e restituendo la città alla famiglia dei Medici. Clemente riconosce i diritti di Carlo in Italia e lo incorona imperatore a Bologna (1530).

1529. Con la Pace di Cambrai Francesco I rinuncia ai domini italiani, alle Fiandre e all’Artois e Carlo rinuncia alla Borgogna.

  • La protesta dei principi luterani

Usciti tutti rafforzati dalla repressione delle rivolte dei Cavalieri e dei contadini, i principi tedeschi si dividono: alcuni confermano la loro fedeltà alla Chiesa romana e altri accolgono la predicazione luterana.

1526. Carlo fa convocare dal fratello Ferdinando una nuova Dieta a Spira: l’obiettivo è ribadire la condanna di Lutero emessa nella Dieta di Worms del 1521, ma si deve accontentare di una soluzione di compromesso: ogni Principe si prenderà le proprie responsabilità di fronte a Dio.

1529. Seconda Dieta di Spira: Carlo tenta di far approvare una risoluzione per cui i principi luterani avrebbero l’obbligo di riconoscere libertà di culto ai cattolici, ma senza prevedere l’obbligo reciproco. 6 principi luterani e 16 città “protestano” (il termine protestanti nasce proprio qui) contro questa iniquità

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1530.
Sperando ancora in una soluzione Carlo
convoca una nuova Dieta ad Augusta: i principi luterani ribadiscono la loro posizione in materia di fede nella Confessio Augustana (scritta da Melantone): giustificazione per sola fede, sacerdozio universale, sacramenti.
I margini per una riconciliazione si assottigliano.

1532. I principi luterani costituiscono la Lega di Smalcalda, in funzione difensiva. Poiché i Principi trovano nella stessa natura elettiva dell’Impero la legittimazione giuridica per la ribellione all’Imperatore, Lutero si convince a sostenere la Lega.

  • La lotta agli infedeli

Nel frattempo i turchi di Solimano il Magnifico dilagano nel Mediterraneo e lungo i Balcani. Conquistata l’Ungheria, nel 1529 assediano Vienna. Respinti da Ferdinando, ci riprovano nel 1532, ancora senza successo.

1535. Carlo V conduce personalmente la conquista di Tunisi. 

Ma i turchi non si fermano, guidati da Tahir-al-Din, il Barbarossa, comandante della flotta, conquistano isole e roccaforti nell’Egeo e nello Ionio, strappandole a Venezia.

1536. Francesco I di Francia firma con Solimano un’alleanza contro Carlo V e riapre le ostilità per il controllo di Milano.

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1538. Papa Paolo III Farnese promuove la Lega Santa (con Carlo V, Genova e Venezia): mentre si prepara ad affrontare i turchi, la loro potente flotta viene attaccata di sorpresa e duramente sconfitta dal Barbarossa, che così ottiene il controllo dello Ionio.

  • La fine del sogno imperiale

1544. Pace di Crepy: come nella Pace di Cambrai (1529) Francesco I rinuncia ai domini italiani, alle Fiandre e all’Artois e Carlo rinuncia alla Borgogna.
Francesco si impegna anche a convincere il papa a convocare il concilio.

1545. Si apre il Concilio di Trento, convocato da Paolo III.

1547. Carlo V sconfigge a Mühlberg la Lega di Smalcalda

1552. Il nuovo re di Francia Enrico II si accorda con i protestanti e attacca le truppe imperiali: Carlo V fugge a Innsbruck e poi dal Brennero.

1555. Pace di Augusta: il compromesso sancito dal principio “cuius regio, eius religio” segna la fine di ogni speranza di riconciliazione della cristianità e quindi del sogno imperiale di Carlo V.

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1556. Carlo V abdica e si ritira in un monastero in Estremadura, dove morirà nel 1558.

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