Kundera, La leggerezza e la pesantezza.

da Anita Redzepi (VBSU)

In questo periodo sto leggendo un romanzo consigliato dalla professoressa Vadagnini, e mi piace moltissimo.

“L’insostenibile leggerezza dell’essere”  scritto nel 1984 da Milan Kundera, ambientato negli anni della primavera di Praga.

In questo passo, l’autore riprende l’idea dell’eterno ritorno di Nietzsche, facendo una riflessione su ciò che tale idea comporta, nelle nostre vite, sul nostro modo di agire e sulle responsabilità che ci vengono addossate. “Nel mondo dell’eterno ritorno, su ogni gesto grava il peso di una insostenibile responsabilità. Ecco perché Nietzsche chiamava l’idea dell’eterno ritorno il fardello più pesante (das schwerste Gewicht).” Da qui parte una riflessione sulla pesantezza e sulla leggerezza (da cui il capitolo prende il nome), e sul significato di queste due opposizioni, e su quale sia il confine che le distingue, prendendo in causa anche Parmenide.

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