Tra il dire e il fare

Si fanno sempre un sacco di riunioni per la programmazione, ma in fin dei conti il programma che ne risulta è più o meno sempre lo stesso e ogni anno ci si deve scontrare con l’impossibilità di completarlo: e allora si fanno altre riunioni e si prova a tagliare, ridurre e sostituire…

In realtà il programma forse andrebbe inteso come una mappa, una cartina della zona che si intende attraversare: come uno strumento per orientarsi e non come una condanna.

Sarà poi l’intreccio degli interessi e delle difficoltà della classe, la gestione degli imprevisti e delle opportunità, l’incontro delle concrete esigenze di studenti e insegnanti a determinare il percorso del corso… fermo restando che da qualche parte bisogna pur andare.

PS: A complicare le cose, poi, c’è anche la voglia e l’ambizione di riuscire a inserire nel programma (o di tradire il programma per, o di renderlo più interessante con) quacosa di diverso.

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