Giolitti e la sua epoca

giolitti

 

 

 

Seguendo i link proposti qui sotto è possibile vedere alcuni documentari di Rai-Storia che raccontano la figura di Giolitti e l’epoca che ha attraversato.

 

 

1. L’età Giolittiana. L’Italia si affaccia al Novecento

http://www.storia.rai.it/articoli/let%C3%A0-giolittiana-litalia-si-affaccia-al-novecento/3256/default.aspx

L’audiovisivo, avvalendosi di materiale d’archivio, muove dalla ricostruzione dell’insieme di trasformazioni subite dall’Italia nel primo mezzo secolo di vita unitaria. L’avvento dell’energia elettrica e del motore a scoppio avevano favorito lo sviluppo industriale, sostenuto da una politica doganale che, tuttavia, non aveva giovato all’agricoltura, accentuando così il divario esistente tra il nord e il sud dell’Italia. In generale, l’aumento della ricchezza non era stato pari all’incremento demografico inducendo, nel 1901, mezzo milione di lavoratori a lasciare l’Italia.
Le riforme politiche ed economiche che questa realtà suggerì sono legate al nome di Giovanni Giolitti, passato alla storia come il più grande statista italiano dopo Cavour. Nato nel 1841 a Mondovì (Cuneo), Giolitti iniziò la sua brillante carriera politica nel 1882 come deputato di Cuneo. Nel 1889 entrò nel governo Crispi come ministro del tesoro e nel 1892 fu per la prima volta presidente del consiglio. Costretto alle dimissioni perché coinvolto nello scandalo della Banca di Roma, rientrò nella scena politica nel 1901 come ministro degli interni del governo Zanardelli. Dal 1903, salvo qualche breve interruzione, fu capo dell’esecutivo fino alla vigilia della Grande Guerra.
La sua politica interna fu contrassegnata dallo sforzo di far rientrare il conflitto con le classi operaie, la cui influenza sulla vita politica gli appariva oramai come un fatto ineluttabile, all’interno delle istituzioni. Nel 1912 venne sancito il suffragio universale maschile.
La politica estera, inizialmente cauta a livello coloniale, sfociò, nel 1911, nella guerra contro la Turchia per la conquista della Libia, che, con il Trattato di Losanna (1912), divenne una colonia italiana. Due anni dopo l’Europa intera verrà trascinata nel primo conflitto mondiale.
Nell’ Italia del dopoguerra, attraversata da crisi economica, disoccupazione e problemi di ordine pubblico, Giolitti, tornato per breve tempo al potere, dovette registrare il fallimento della sua politica tradizionale rispetto al tentativo di far rientrare nella legalità il giovane partito fascista.
Il vecchio statista morirà nel 1928 e verrà ricordato come il simbolo di “una lontana e diversa Italia, l’Italietta”, come usava dire, “tollerante, colta e civile”.

 

2. Il tempo e la storia Giolitti:

http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma/giolitti/24172/default.aspx

Giovanni Giolitti entra nel governo Zanardelli come ministro dell’Interno nel Febbraio 1901 e da quel momento terrà le fila della politica italiana fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, nel 1914.
Durante la cosiddetta “età giolittiana”, nascono le maggiori industrie del paese, si costruiscono ferrovie, le assicurazioni diventano statali e la scuola diventa obbligatoria e gratuita fino a 12 anni.
Secondo Giolitti, progresso industriale, prosperità del paese, avanzamento culturale e miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori sono processi intimamente legati tra loro e devono svilupparsi con la mediazione dello Stato, attraverso un graduale processo di riforme.
Nei due mandati del primo decennio del 1900, Giolitti introduce nuove norme a tutela del lavoro: sulla vecchiaia, sull’invalidità, sugli infortuni. Nuovi limiti di orario e di età per il lavoro femminile minorile.
Ma è un equilibrio delicato. Le agitazioni sindacali e i conflitti sociali segneranno tutta l’età giolittiana e alla fine ne decreteranno il tramonto. (Il tempo e la storia Giolitti, di Michela Guberti, con prof. Emilio Gentile)

 

3. Giolitti e la guerra:

http://www.storia.rai.it/articoli/giovanni-giolitti-e-la-guerra/2930/default.aspx

E` il 1911, i successi della campagna di Libia fanno di Giovanni Giolitti l`uomo più popolare d`Italia, ma già sono evidenti i segni del graduale deterioramento dell`equilibrio politico e sociale sul quale si era retto fino ad allora il suo predominio politico.
Nel 1914 il primo conflitto mondiale divide il paese tra neutralisti ed interventisti. Il 5 luglio 1915 al consiglio provinciale di Cuneo, Giolitti, pur neutralista convinto, assicura devozione al re, appoggio al governo – guidato da Antonio Salandra da poco succedutogli – illimitata fiducia nell`esercito e nell`armata.
Il ritorno di Giolitti al governo, nel 1920, non riesce a frenare l`ascesa del fascismo nascente.

 

4. Giolitti, Torino e gli industriali:

http://www.raistoria.rai.it/articoli/giovanni-giolitti-torino-e-gli-industriali-litalia-si-affaccia-al-novecento/2999/default.aspx

L`unità audiovisiva spiega, attraverso foto e filmati d`epoca, la politica economica di Giovanni Giolitti, dall`iniziale applicazione dei principi dell`economia liberista tradizionale fino alle scelte di carattere protezionistico poste in atto per incrementare lo sviluppo dell`industria italiana.
Durante il trentennio in cui la vita politica italiana fu fortemente influenzata dallo statista piemontese, nacquero i primi nuclei sindacali operai e, in contrapposizione a questi, la lega degli imprenditori. A Torino, la creazione di nuove fabbriche di automobili di fatto migliorò le condizioni di vita degli operai metalmeccanici rispetto ai lavoratori di altri settori industriali.
All’intera politica giolittiana è sotteso il tentativo, in quello che fu uno dei periodi di massima trasformazione del regno d’Italia, di integrare la classe operaia all’interno del sistema politico ed economico italiano per mitigare le rivendicazioni sociali e neutralizzare le istanze rivoluzionarie.

 

vedi anche:

L’Italia si affaccia al Novecento

L’Italia di Giolitti (documenti, storiografia e cronologia)

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Un pensiero su “Giolitti e la sua epoca

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