Il re è nudo

leviatano

Attorno al tema del contrattualismo si intrecciano alcune delle linee più significative del pensiero “moderno”: il modello geometrico del sapere, il superamento definitivo dell’aristotelismo medievale, l’autonomia della riflessione politica, l’idea di progresso, la ridefinizione del concetto di razionalità.
Il punto focale di questo percorso è la genesi del grande Leviatano, che con Hobbes segna la nascita di una inedita forma politica (lo stato moderno) e, ancora più radicalmente, l’inaugurazione di una logica assolutamente altra da quella che per secoli ha legato la riflessione politica a quella morale.
La rapida escursione attraverso alcune delle tappe più significative dell’evoluzione del pensiero contrattualistico, con la lettura delle critiche mosse ad Hobbes da Locke e da Rousseau, non intendono esaurire la riflessione di questi ultimi, bensì fornire spunti di riflessione e confronto al fine di chiarire ulteriormente alcuni concetti essenziali di quella stessa logica.
Il percorso è evidentemente segnato da un forte legame con l’attualità: i concetti in esso analizzati forniscono infatti potenti strumenti di analisi e critica della struttura teoretica che, dalla Rivoluzione Francese in poi e ancora oggi, caratterizza la forma politica dello Stato rappresentativo.

Partendo dal lavoro svolto in classe, Giulio Di Salvo e Ermanno Grotti (IV E Galilei 2007/8) hanno ideato e realizzato (scritto, diretto, girato e montato) questo bel video che ripercorre le tappe fondamentali del pensiero di Thomas Hobbes, evidenziandone e sviluppandone gli snodi teoretici più significativi.

Introduzione

L’uso della figura del contratto per spiegare i rapporti all’interno del corpo sociale ha origine lontana ed è riscontrabile già nell’antichità e soprattutto nel tardo medioevo. Nel Seicento, tuttavia, il tema del contratto diventa il fulcro della nascente scienza politica.
In questo passaggio si compie una radicale modificazione del suo significato e della sua funzione che produce uno scarto teorico che coinvolge tutta la galassia dei concetti politici e giuridici attratti nella sua orbita: persona, rappresentanza, corpo politico, potere, ecc.
Il contratto non si fonda più su una sfera di diritti innati, né è più mero strumento di bilanciamento di poteri diversi: piuttosto diventa esso stesso il fondamento primo del corpo politico e di ogni diritto e potere che in esso si danno.

1. Note sulla concezione di potere e politica nel pensiero antico

Zoon politikon

A partire dalla definizione aristotelica dell’uomo come animale politico, pur attraverso riflessioni e proposte assai diverse tra loro, tutto il pensiero politico antico e medievale ha mantenuto come elemento di partenza la naturalità della condizione sociale e di una sua organizzazione secondo una struttura gerarchica di comando.

De corpore

Metafora privilegiata di quel pensiero è il corpo, inteso come insieme organizzato di componenti e funzioni diverse. Il modello organicistico funge da strumento di argomentazione e di giustificazione della differenza di ruoli sociali: così come è naturale che, nel corpo, braccia, gambe, fegato e cervello occupino posizioni diverse ed esercitino funzioni non intercambiabili, così, nella società, è naturale che il sovrano comandi e i sudditi obbediscano.

Il Principe, il Popolo e le Consociationes

Nella società cetuale questo modello trova la sua più efficace espressione. Ci riferiamo soprattutto all’opera di Johannes Althusius. A caratterizzare questa società è il fatto che i suoi membri non sono gli individui, ma le forme associative: il popolo è qui inteso come una realtà costituita, formata da una serie di insiemi che si intersecano, definiti dalle professioni, dalle fedi, dalle famiglie ecc. In questo pensiero, il contratto è presente in due momenti: il patto associativo alla base delle aggregazioni di qualsiasi tipo (dalla famiglia al regno) e il patto di dominazione o subordinazione con cui il popolo affida il potere ai ministri.

La summa potestas non appartiene al principe, ma a tutto il corpo sociale, cioè a tutti i membri consociati: il principe la esercita soltanto e l’attività di governo consiste nel trovare sempre il consenso e l’accordo dei membri del regno. In questa struttura la rappresentanza è un rapporto diretto e bidirezionale, un contratto privato tra due contraenti, il soggetto di una certa volontà (l’associazione) e chi viene incaricato di rappresentarla, così che chi governa è sempre inferiore e dipende dall’intero corpo della collettività alla quale deve rispondere del proprio operato. Il popolo preesiste al contratto e non si dissolve in esso: esso è continuamente presente a controllare il sommo magistrato e gode del fondamentale diritto di resistenza nei confronti del principe.

2. Il quadro storico e filosofico del ‘600 

Guerra di religione e Ragione geometrica 

Secolo ricco di movimenti e novità, per quanto riguarda il nostro discorso, il Seicento è segnato in particolare da due elementi: L’Europa è insanguinata da decenni di guerre e lotte dinastiche che la contrapposizione tra cattolicesimo e riforma ha suscitato e legittimato.
Negli stessi decenni, i più importanti intellettuali del continente, da Galilei a Bacon, da Descartes a Hobbes, sono accomunati dal tentativo di rifondare il sapere su basi nuove e autonome, capaci di dare alla scienza tutta una definitiva solidità.

In particolare il pensiero di Descartes pone gli elementi costitutivi del paradigma moderno: sospensione del giudizio, evidenza matematica come criterio di verità, uso della ragione in funzione di verifica, presupposizione della scissione tra soggetto e oggetto (tra pensiero ed essere), autoriflessività del cogitans come fondamento della verità, meccanicismo universale.

3. Il grande Leviatano

Hobbes e la scienza politica

Questi caratteri del secolo provocano un fecondo corto circuito nel tentativo compiuto da Thomas Hobbes di superare la drammatica instabilità politica attraverso la costruzione di una logica completamente nuova e scientificamente rigorosa, che consenta di liberare la legittimazione del potere politico dal discorso religioso e di fondarlo piuttosto sulla razionalità geometrica. Una logica che concilia concezione meccanicistica dell’universo e antropologia atomistica.

Lo Stato di natura

Il primo passo di questo tentativo è un passo indietro: se la società è ingovernabile perché è segnata da mille divisioni, si devono eliminare tutti i motivi che creano differenze. Cancellati dal quadro della società le leggi, le religioni, i mestieri, le ricchezze, le famiglie, le consociazioni, negata quindi ogni naturalità della differenza e del comando… quel che resta è lo stato di natura:”la società senza società”.

E’ la negazione del modello aristotelico della naturalità della comunità: da qui in poi la comunità diventa problema, che solo la tecnica, l’arte, può risolvere.

Gli Individui e le leggi di natura

Protagonisti dello stato di natura sono gli individui, svincolati da qualsiasi aggregazione o legame sociale e caratterizzati tutti ugualmente da una assoluta libertà che si configura come diritto a tutto. Il diritto dell’uno, tuttavia, si sovrappone necessariamente al diritto dell’altro, generando una condizione di totale incertezza: è possibile individuare, secondo Hobbes, delle leggi di natura, ovvero norme razionali di comportamento che possono regolare la convivenza degli individui. Hobbes le traduce in una sorta di decalogo, ma soprattutto insiste nel sottolineare la loro coincidenza con la pura razionalità geometrica. Tuttavia, le leggi di natura, proprio essendo frutto della razionalità e quindi oggetto di libera scelta, in mancanza di un’autorità che le faccia rispettare, non possono assicurare la pace e la serena convivenza degli individui e lo stato di natura è destinato a degenerare nella guerra di tutti contro tutti.

Il Contratto

Proprio a partire dall’uguaglianza e dalla libertà degli individui si mostra dunque la necessità dell’autorità: il problema è quello di fondarla e legittimarla. In un universo di individui uguali e liberi non è più possibile riferirsi all’ordine divino e al modello organicistico: tutti gli individui hanno uguale diritto a comandare e devono avere uguale dovere di obbedire. L’unica possibilità è dunque un patto tra tutti gli individui: ognuno cederà totalmente il proprio diritto a tutto, facendolo confluire nell’irresistibile potere del grande Leviatano. In cambio ogni individuo otterrà un diritto limitato (dal diritto di ogni altro), ma certo e garantito dall’autorità che così si è generata e che è costituita dalla totalità degli individui.

“This is more than a consent, or concord; is a real unitie of them all, in one and same person, made by Convenant of every man with every man, in such manner, as if aevery man should say to every man, I authorise and give up my right of governing my selfe, to this Man or assembly of men, on this condition, that thou give up thy right to him, and authorise all his actions in like manner. This done, the multitude so united is called a Common -Wealth. In latin, civitas. This is the generation of the great Leviathan or rather (to speake more reverently) of that mortall God, to wich we owe, under the immortal God, our peace and defence.”
(Leviathan, chap. XVII)

Il patto di associazione è quindi – nello stesso tempo e necessariamente – anche patto di subordinazione alla totalità del corpo politico, fondato sulla volontà di tutti che con il patto si esprime. In questo modo, il patto non è una semplice forma di contrattazione: è un atto di fiducia che vincola per il futuro e immette in una situazione irreversibile in cui la contrattazione in senso politico non è più possibile.

La Rappresentazione

Ciò che rende possibile questa magia, che consente cioè che tutti obbediscano a tutti, è la rappresentazione, che qui viene completamente reinventata. La Representation che Hobbes descrive nel XVI capitolo del suo capolavoro non ha più nulla a che fare con la rappresentanza della società cetuale: non è più il mero “stare al posto di”. Il sovrano di Hobbes è rappresentante in quanto – dirà bene Schmitt – rende di nuovo presente ciò che non c’è mai stato: nel sovrano è realmente presente tutto il popolo. Anzi, il popolo non esiste più, se non nella persona del sovrano.

A Multutude of men, are made One person, when they are by one Man or one Person represented; so that it be done with the consentof every one of that Moltitude in particular. For it, is the Unity of the Representer, not the Unity of the Represented, that maketh the Person One. And it is the Representer that bareth the Person, and but One person; And Unity, cannot otherwise be understood in Multutude.

(Leviathan, Chap. XVI)

4. Genesi del corpo politico

Sovrano e sovranità 

Al patto sociale è strutturalmente legato il concetto di sovranità: l’autorità che nasce dal contratto come espressione della volontà razionale di tutti è, proprio per questo, ab-soluta, indipendente da qualsiasi forma di consenso dei singoli individui o delle aggregazioni. Ciò che è radicalmente nuovo è la totale concentrazione della forza, che perde la connotazione di coercizione e diventa potere politico, irresistibile in quanto esprime l’interesse comune. Il sovrano non è più uomo, ma persona civile, rappresentante di tutti, anzi, della totalità.

Uguaglianza e libertà 

Se il patto fonda la sottomissione al corpo comune e a colui cui è affidato il potere supremo, l’uguaglianza è realizzata in quanto tutti gli individui sono uguali all’istanza comune, sono tutti ugualmente sudditi.

Il sovrano si trova di fronte non più il popolo come realtà autonoma e preesistente, bensì una folla di individui che con il patto hanno rinunciato all’uso della forza. Con il patto nasce la spada: la forza comune e irresistibile che garantisce la sicurezza di tutti. La libertà non può più perciò essere intesa come diritto illimitato ma, al contrario, essa si realizza proprio nella sicurezza garantita dalla limitazione del diritto del singolo operata dal potere comune.

L’autore, l’attore, la maschera

E’ interessante notare come questa radicale rivoluzione del concetto di rappresentazione riveli al contempo uno strettissimo rapporto con l’etimo della parola e con la sua origine. Rappresentazione, persona, autore, sono tutti termini che rimandano infatti al teatro. Sulla scena, di fronte a un pubblico, un attore che veste una maschera (in latino, appunto, persona) dà voce a una parola non sua, ma di un autore che non è presente: la persona ri-presenta qualcosa di assente e che quindi non può agire se non rappresentato.

5. Sovranità e limitazione del potere

Le critiche a Hobbes

La forza logica del modello contrattualistico è dimostrata dalla sua riproposizione anche da parte di autori che esplicitamente muovono una profonda critica a Hobbes, sia contestando la visione antropologica negativa su cui costruisce lo stato di natura, sia proponendo modelli statuali alternativi alla monarchia assoluta. Per tutti questi autori, tuttavia, il contratto è reso necessario, se non da una situazione di conflitto, almeno dalla sua possibilità, e pur all’interno di forme politiche più pluraliste, o addirittura democratiche, quello che emerge è la strutturale assolutezza del potere politico che dal contratto viene generato.

Patto di associazione e patto di subordinazione: Locke

Pur distinguendo, a differenza di Hobbes, come contrapposti e non legati da una causalità necessaria lo stato di natura e lo stato di guerra, Locke riconosce nella mancanza di un giudice comune la causa di una degenerazione inevitabile del primo nel secondo. E’ la volontà di evitare questa possibilità a spingere gli individui a stringere il patto. Onde evitare però il carattere assoluto del potere a cui il contratto dà origine, il filosofo distingue in esso due momenti separati, disgiungendo il patto di associazione tra tutti gli individui da quello di subordinazione del corpo politico al sovrano: su questa separazione fonda quindi il diritto di resistenza al sovrano, che diventa il cardine della sua costruzione politica.

Gli sforzi di Locke, non riescono tuttavia a spezzare la potenza logica che lega nella costruzione hobbesiana la forma politica rappresentativa dalla sua assolutezza. Anche la distinzione del patto associativo da quello di subordinazione si rivela possibile solo su un piano formale, non potendo eliminare, quella distinzione, la loro sostanziale unità.

Volontà generale e volontà particolare: Rousseau

Se per Hobbes, nello stato di natura, l’uomo è omini lupus, secondo Rousseau, gli uomini sono invece per natura uguali, liberi e buoni: è piuttosto la civiltà ad aver avviato un irreversibile processo di degenerazione che li ha incatenati, trasformandoli in schiavi e tiranni gli uni degli altri. Un ritorno all’origine essendo impossibile, è comunque necessario trovare un modo per liberare gli uomini dalla schiavitù.

Anche Rousseau individua nel contratto sociale l’unica possibilità di uscire dall’insostenibile realtà dello stato di natura così degenerato ma, contro Hobbes, sostiene la necessità di eliminare dal contratto ogni elemento di subordinazione.

Il filosofo vede con grande lucidità nella forma rappresentativa il nodo della questione, ma ogni tentativo di eliminare la differenza tra rappresentante e rappresentati in favore di una identità totale di governanti e governati è destinato a fallire. In quanto infatti la volontà generale non coincide con “la somma delle singole volontà” bensì con “la volontà di tutti” lascia aperta la possibilità che i singoli non la riconoscano. Il fatto che, in quanto cittadino, ognuno possa ritenersi in ogni caso anche autore di quella volontà, non fa che interiorizzare la differenza radicale tra il potere politico e i singoli individui.

Bibliografia 

· ALTHUSIUS, J., Politica, Guida

· ARISTOTELE, Politica, Bur

· BOBBIO, N., Il contratto sociale oggi, Guida

· BODIN, J., I sei libri dello Stato, Utet

· BRUNNER, O., Per una nuova storia costituzionale e sociale, Vita e Pensiero

· CACCIARI, M. Icone della legge, Adelphi

· DUSO, G. Il contratto sociale nella filosofia politica moderna, Angeli

· DUSO, G. La Rappresentanza, un problema di filosofia politica, Angeli

· FICHTE, J. G., Fondamento del diritto naturale secondo i principi della Dottrina della Scienza, Laterza

· FICHTE, J. G., Dottrina della scienza, Laterza

· HEGEL, G. W. F., Differenza tra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling, in Primi scritti critici, Mursia

· HEGEL, G. W. F., Lineamenti di filosofia del diritto, Laterza

· HOBBES, T., Leviathan, or the matter, form and power of a commonwealth ecclesiastical or civil, Penguin
(
Hobbes Leviathan chapp. XIV-XVII.pdf)

· HOBBES, T., De cive, Editori Riuniti

· KANT, I., Per la pace perpetua. Progetto filosofico. In Scritti politici, Utet, p. 291.

· LEIBHOLZ, G., La rappresentazione nella democrazia, Giuffrè

· LOCKE, J., Due trattati sul governo, Utet

· RAMETTA, G., Filosofia come sistema della scienza, Tamoni

· RAWLS, J., Una teoria della giustizia, Feltrinelli

· ROUSSEAU, J. J., Il contratto sociale, Laterza

· ROUSSEAU, J. J., L’origine della diseguaglianza, Feltrinelli

· SCALONE, A., Rappresentanza politica e rappresentanza degli interessi, Angeli

· SCHMITT, C., Dottrina della costituzione, Giuffrè 


Elementi didattici

Il percorso costituisce un modulo tematico, ovvero il tentativo di costruire un discorso attorno al problema specifico della legittimazione del potere politico. Esso perciò può essere proposto come elemento all’interno di una programmazione per temi oppure come integrazione ed approfondimento di una programmazione tradizionale di impostazione storica.

Finalità e obiettivi

Le finalità generali che ci poniamo per l’intero corso di filosofia e in particolare per la classe quarta sono le seguenti:

  • acquisire una visione problematica della realtà;

  • attraversare i principali nodi filosofici dell’età moderna;

  • incontrare, dialogare con- e far dialogare tra loro, gli autori;

  • sviluppare e consolidare il lessico specifico;

  • sviluppare ed esercitare le abilità filosofiche: domandare, leggere, comprendere, analizzare, criticare, ri-pensare il pensiero dei filosofi, dialogare, confrontarsi con opinioni diverse, argomentare, scrivere…. pensare.

Tali finalità saranno perseguite in questo percorso attraverso la loro declinazione nei seguenti obiettivi specifici:

obiettivi cognitivi: conoscenze

  • conoscere i concetti di individuo, cittadino, popolo, stato di natura, patto sociale, stato, società civile, sovranità, potere, rappresentazione, forma politica, legittimazione;
  • orientarsi all’interno di alcuni brani di autori (Hobbes, Locke e Rousseau) che hanno profondamente inciso sul modo che ancora oggi caratterizza il nostro pensare la politica;

  • comprendere come nella riflessione moderna questi concetti, rimanendo gli stessi, cambino però radicalmente significato;

  • individuare la struttura teoretica della forma politica caratteristica dello stato moderno;

  • ricostruire la logica della rappresentazione politica

  • riconoscere le tracce di questo pensiero nella storia (costituzionale) e nel linguaggio comune contemporaneo.

obiettivi operativi: sviluppare ed esercita le abilità di:

  • leggere il testo: individuare le parole chiave e le strutture argomentative
  • comprendere il significato dei concetti e del discorso

  • indagare gli elementi problematici degli argomenti

  • analizzare: suddividere il problema nei suoi componenti elementari

  • riconoscere collegamenti all’interno della disciplina e verso altri ambiti

  • ricostruire criticamente i termini del problema e i passaggi dell’argomentazione

obiettivi trasversali e metacognitivi: sviluppare ed esercitare le capacità di:

  • Rispettare il diritto di tutti ad esprimere la propria opinione
  • Partecipare costruttivamente alla discussione
  • Argomentare razionalmente le proprie opinioni
  • Esprimersi con proprietà di linguaggio
  • Cogliere il rapporto tra i contenuti disciplinari e la realtà storica, sociale e politica che vivono.

Prerequisiti

Sul piano dei contenuti, in quanto pensato come modulo autonomo, il percorso è strutturato in modo da fornire tutte le conoscenze necessarie alla sua comprensione.

Si suppone invece che gli studenti abbiano già acquisito una certa abitudine al metodo di lavoro e che quindi siano nella condizione di esercitare ad un certo grado le abilità indicate negli obiettivi operativi.

Si suppone altresì allo stesso modo che siano ormai collaudate le regole minime per una collaborazione ordinata ed efficace: ci si aspetta perciò che gli studenti posseggano già le capacità trasversali elencate sopra.

Materiali e Metodi:

Il percorso si avvale, oltre che dei testi citati in bibliografia (dai quali eventualmente saranno estratti alcuni passaggi particolarmente significativi e forniti agli studenti in fotocopia o riprodotti su presentazione video), del manuale adottato dalla classe e di materiali ricercati autonomamente dagli studenti (internet, enciclopedie, dizionari, biblioteche).

Nella costruzione del percorso si alterneranno e si intrecceranno modalità di lavoro diverse e intese come complementari:

  • lettura e commento di brani selezionati, tratti dai classici e da testi critici: l’insegnante legge o fa leggere il testo, guidando l’analisi che verrà svolta col contributo degli studenti: contestualizzando il testo e dividendolo in sezioni significative, sottolineando gli elementi determinanti, identificando i concetti più importanti, chiarendo i passaggi più difficili, suggerendo possibili collegamenti e connessioni.
  • lezioni frontali

  • analisi di materiale iconografico

  • ricerca di materiali integrativi, per gruppi e individualmente

  • discussione degli argomenti trattati

  • costruzione di mappe concettuali

Verifiche e valutazione:

  • Verifica formativa: L’acquisizione dei contenuti e il raggiungimento degli obiettivi formativi sarà verificato in itinere soprattutto attraverso la costante discussione in classe degli argomenti trattati: l’insegnante dovrà perciò stimolare e guidare il dibattito attraverso la proposta di domande e provocazioni, assicurandosi che tutti gli studenti vi partecipino attivamente.
  • Verifica sommativa: E’ prevista, al termine del percorso, la somministrazione di una prova scritta strutturata su quesiti a risposta aperta.

La valutazione, coerentemente con gli obiettivi indicati, si terrà conto dei seguenti criteri:

  • conoscenza dei contenuti,
  • comprensione dei concetti,
  • comprensione del testo,
  • capacità di analisi,
  • capacità di sintesi.

Tempi:

Il percorso occupa indicativamente il tempo di 15-20 ore di lezione.

 

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