(Guerra), Stato e Rivoluzione

  1. (Guerra), Stato e Rivoluzione

frances

Nella sua ricostruzione storico-concettuale (14) del periodo che precede la Rivoluzione Francese, Reinhart Koselleck sostiene una tesi tanto lineare quanto suggestiva per l’evidente struttura tragica che la sostiene.

In questa storia, l’illuminismo è raccontato come il figlio indesiderato dell’assolutismo, il quale, per timore, lo espone fuori dalle mura della città. Giunto alla maturità, il giovane si scaglia con violenza contro un vegliardo che gli nega il diritto di precedenza sulla strada per la città. Non riconoscendo in quel vecchio suo padre, lo uccide. Poco dopo, uscendo vincitore anche dal confronto con la Sfinge e svelando la verità del suo indovinello, egli salva la città dalla peste e ne viene proclamato Re, finendo fatalmente per congiungersi con la Regina, sua madre…  la guerra (15).

Lo stato moderno assoluto nasce in risposta al caos istituzionale derivato dalla disgregazione del vecchio ordinamento sociale fondato sull’unità della Chiesa e dell’Impero (16).  Jean Bodin per primo aveva teorizzato una sovranità illimitata del principe, che si assume tutta la “responsabilità” della decisione politica. Si tratta di una responsabilità “senza colpa” che trova fondamento nella separazione di “coscienza” e “situazione”: per essere all’altezza della responsabilità, il sovrano non si riferisce più alla morale, ma cerca la misura delle sue azioni nelle conseguenze che da esse verranno prodotte. Il calcolo razionale diventa la regola politica, è il trionfo della ragion di stato (17).

Nell’urgenza di trovare efficace rimedio alle guerre di religione, Hobbes aveva completato il percorso, introducendo nella sua deduzione dello “stato di natura” una antropologia individualistica che conduce necessariamente alla guerra di tutti contro tutti. Lo Stato civile trova quindi nella necessità di costruire la pace la sua giustificazione razionale e nel contratto di ognuno con ciascuno il suo fondamento costituzionale. Se la morale coincide con la ragione e questa coincide con lo Stato, la coscienza individuale è ridotta a mera “opinione privata”: opinione “privata” di ogni efficacia politica (18).

Ma se in tempo di guerra ogni legge sovrana è morale… cosa succede una volta assicurata la pace? Nel tentativo di dare risposta a questa domanda Reinhart Koselleck costruisce la sua argomentazione: l’illuminismo è il riemergere nello Stato di quella coscienza privata che di fronte alla minaccia della guerra lo Stato aveva escluso, relegandola nello stato di natura.

L’illuminismo nasce dal rifiuto della separazione, costitutiva dello stato assoluto e giustificata dalla guerra, tra l’uomo e il cittadino. La storia dell’illuminismo coincide con l’affrancarsi della coscienza, che da privata diventa opinione pubblica: inizialmente è la storia dei singoli che poi diventa sociale nei circoli segreti (19) e infine esplode nella rivoluzione borghese.

La ragione illuministica processa via via ogni ambito della vita pubblica, così che l’intellettualità borghese finisce per diventare accusatore, giudice e parte in causa: è in questo processo che matura definitivamente la filosofia della storia. Il cristianesimo è condannato alla secolarizzazione e tutti i suoi elementi vengono trasferiti alla storia, dall’escatologia al giudizio universale: il piano divino viene sostituito dalla pianificazione razionale della nuova élite sociale (20).

Così come la guerra aveva generato lo Stato assoluto e con esso il suo rovescio, la critica illuminista, così la Rivoluzione chiude la parentesi: l’illuminismo al potere si cela in quanto autorità dietro la maschera della verità: ma se il suddito è ora cittadino, nei fatti è tutt’altro che uomo.

Il Sovrano è pur sempre ciò che deve essere (21).

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14 Per un approfondimento dell’approccio metodologico della Begriff Geschichte,  si vedano, oltre all’introduzione all’ed. italiana dell’opera, curata da P. Schiera, almeno BRUNNER, O., Per una storia costituzionale e sociale, cit. e DUSO, G., Il contratto sociale, cit.

15 Questa lettura in chiave edipica non è esplicita in Koselleck: me ne assumo la  responsabilità.

16 Cfr. KOSELLECK, cit., capp. I e II.

17 Cfr. BODIN, J., I sei libri della Repubblica, cit.

18 Cfr. HOBBES, T., Leviathan, cit., capp. XVI e XVII.

19 Koselleck individua due protagonisti che avrebbero “dato un volto all’illuminismo: la République des Lettres e la massoneria”.

20 Cfr. KOSELLECK, R.,Critica illuministica e crisi della società borghese, cit., Introduzione.

21 Cfr. KOSELLECK, cit. cap. III.

Sommario

  1. Partire dalle domande
  2. Le radici dell’Europa
  3. L’immensità del mondo
  4. Lo spirito di un’epoca
  5. Il filo del pensiero moderno
  6. (Guerra), stato e rivoluzione
  7. Capitalismo industriale e imperialismo
  8. Globalizzazione

copyleft Nicola Zuin, 2009

http://www.nowherezone.org

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